Sant'Agata
sul Santerno è un comune della provincia di
Ravenna. È il secondo comune più piccolo
della provincia per popolazione (dopo Bagnara di Romagna)
e il più piccolo quanto a superficie. Nonostante
ciò, tuttavia, è un paese di antiche
tradizioni. Inoltre Sant'Agata sorge su un'importante
via di comunicazione, la via San Vitale, che collega
Bologna con Ravenna, nel punto in cui questa attraversa
il fiume Santerno.
ETIMOLOGIA
Il nome è ispirato e riflette il culto della
Santa patrona del paese: Sant'Agata. La specifica
si riferisce al fiume Santerno che scorre nei pressi.
CHIESA
ARCIPRETALE DI SANT'AGATA
L'attuale chiesa arcipretale fu costruita nel 1881
per volere di mons. Ercole Rambelli, arciprete dal
1874 al 1916. Il progetto fu affidato all'architetto
Pritelli di Faenza che si ispirò, per la realizzazione
dell'opera, allo stile neoclassico, in voga nel sec.
XIX. La pianta è a croce latina, con abside
semicircolare. La facciata, in pietra a vista, si
sviluppa in verticale, terminando con un frontone
triangolare. L'interno è a navata unica con
nicchie laterali. Nella chiesa vi sono sette altari;
il maggiore è dedicato a Sant'Agata Vergine
e Martire, raffigurata nella pala d'altare opera del
pittore massese Orfeo Orfei. Un altro pittore di Massa
Lombarda, Umberto Folli, dipinse la volta del presbiterio
nel 1944. Nel 1883, sempre per volere di mons. Rambelli,
fu edificato il campanile, ancora su progetto del
Pritelli.
TORRE
CIVICA
La torre civica, detta anche Torre dell'orologio,
fu costruita sull'antica porta di accesso al castello
medievale. Il castello sorse nei primi secoli dopo
il Mille. La costruzione era cinta da solide mura
che formavano un quadrilatero circondato da un grande
fossato. La chiesa arcipretale venne costruita nel
recinto del castello. Lo spazio circondato dall'antica
Fossa costituisce oggi la piazza principale del paese,
Piazza Umberto I. Sovrasta la torre, fin da tempi
remoti, la campana dell'orologio. Certamente era già
stata costruita prima del 1487, data a cui risale
il primo Statuto cittadino. La campana, detta della
ragione, serviva per chiamare a raccolta i cittadini
che governavano il paese e si è conservata
fino ai giorni nostri.
MUNICIPIO
Il
municipio si trova in piazza Garibaldi, un tempo piazza
Maggiore, entro la cerchia delle mura. In origine
faceva parte del fabbricato del castello: i muri perimetrali
recano ancora tracce dei suoi contrafforti obliqui.
L'edificio ha sempre avuto un prevalente utilizzo
pubblico. Presso il municipio sono conservati gli
Statuti: due antichi e preziosi codici, uno dei quali
in pergamena con pregevoli miniature; contengono in
4 libri le leggi che il duca di Ferrara Ercole II
emanò per S. Agata nel 1487.
MANIFESTAZIONI
5 febbraio: Festa della Patrona Sant'Agata
Quarta domenica dopo Pasqua: Festa del Compatrono
San Vincenzo Ferreri
ORIGINI
E CENNI STORICI
L'antica pieve di Sancta Agatha viene fatta risalire
al 740; eretta sopra un tempio pagano, compare in
diversi documenti di epoche successive. Il paese sorse
attorno alla chiesa ed ha sempre portato il nome della
santa martire di Catania. Per tutto il medioevo Sant'Agata
fu disputata dai signori locali, trovandosi, suo malgrado,
teatro di scontri tra truppe avverse. Una delle date
più significative della storia del paese è
il 1440. Il 23 settembre di quell'anno Papa Eugenio
IV cedette in feudo alcune terre della Bassa Romagna,
tra cui Sant'Agata, agli Estensi di Ferrara per 11.000
ducati doro. Il castello assunse quindi il nome
di S. Agata Ferrarese, che conservò fino all'Unità
d'Italia. Poi Sant'Agata subì la sorte di molti
altri paesi della Bassa Romagna: il ritorno nello
Stato della Chiesa dopo l'estinzione della dinastia
estense nel 1598, la sottomissione all'esercito napoleonico
nel 1796, il ritorno sotto lo Stato Pontificio nel
1815 e, infine, i plebisciti del 1859 con l'annessione
al Regno dItalia. Nel 1863, per Regio Decreto,
il paese assunse l'attuale denominazione di Sant'Agata
sul Santerno. Nel gonfalone del Comune compaiono:
Sant'Agata, la torre civica e l'aquila degli Estensi.
All'inizio del secolo la popolazione viveva in condizioni
modeste. Delle circa 400 famiglie che costituivano
il Comune, pochissime erano definibili ricche.
Quanto al tipo di lavoro, la fetta più grossa
della popolazione era dedita all'agricoltura. I piccoli
proprietari, in tutto qualche decina di famiglie,
possedevano in media dai 3 ai 4 ettari di terra. Nonostante
la loro vita faticosa, erano considerati benestanti:
infatti non dovevano dividere con nessun altro il
frutto del loro lavoro, come invece accadeva ai coloni
mezzadri e agli affittuari (che dovevano corrispondere
al proprietario del terreno una quota fissa tutti
gli anni). A Sant'Agata, come del resto in tutta la
Bassa Romagna, mezzadri e affittuari rappresentavano
la stragrande maggioranza dei lavoratori.
La categoria più disagiata era senza dubbio
quella degli operai e dei braccianti: lavoravano solo
d'estate, nella mietitura, nella trebbiatura e nella
vendemmia, e rimanevano disoccupati in inverno; molti
di essi, inoltre, non erano nemmeno proprietari della
casa in cui vivevano.
Alcune tappe dello sviluppo civico di Sant'Agata sono
scandite dagli avvenimenti che seguono: - 1901 viene
fondata la Cassa Rurale da 14 soci, tra cui don Antonio
Randi; - 1905 viene inaugurato il nuovo ponte sul
Santerno; - 1924 viene aperta la prima agenzia della
Cassa di Risparmio di Ravenna; - 1925 giunge in paese
la luce elettrica. La linea ferroviaria esisteva invece
fin dal 1888; - 1926 viene inaugurato l'asilo infantile
fondato da Giovanna Azzaroli; - 1929 vengono costruite
le attuali Scuole elementari.
Le due guerre mondiali portrono lutti e privazioni
anche ai Santagatesi: nella guerra 1915-1918 si contarono
16 caduti in battaglia, 19 deceduti per malattie contratte
al fronte e 5 dispersi. I danni causati dal secondo
conflitto mondiale furono ancora più gravi:
il paese venne quasi completamente distrutto dai bombardamenti
(terribile l'ultimo del 9 aprile) e si ebbero 77 civili
deceduti per fatti di guerra e 6 militari morti o
dispersi sui vari fronti. Sant'Agata fu liberata il
10 aprile 1945; i primi ad entrare furono i soldati
inglesi e neozelandesi. Il 5 dicembre 1959 il fiume
Santerno ruppe l'argine in due punti e l'acqua invase
il paese. Questa è stata, comunque, l'ultima
alluvione registrata. Nel 1960 Primo Mazzari fondò
l'omonima distilleria, che rimane ancora oggi la fabbrica
più conosciuta di Sant'Agata. Il secondo marchio
più conosciuto, il Mobilificio Pirazzoli, sorse
nel 1966. L'edificio, a tre piani, spicca in un paese
di tutte case basse. Per la sua altezza e la grande
insegna luminosa posta sul tetto, lo si nota anche
a qualche chilometro di distanza percorrendo la San
Vitale, soprattutto perché svetta più
in alto del ponte sul Santerno. Tra gli anni '50 e
gli anni '60 si assistette in Italia ad una straordinaria
trasformazione degli stili di vita, che coinvolse
anche i piccoli centri abitati, e quinti anche Sant'Agata.
Tra i mezzi di trasporto, la bicicletta finì
in secondo piano. Si passò ai ciclomotori (Vespa
su tutti) e poi alle automobili (Fiat 600 e 500 Fiat).
Nel 1967 venne costruito il primo acquedotto cittadino.