Tornolo
Emilia Romagna

Tornolo è un comune della provincia di Parma. Il comune di Tornolo si trova in Val di Taro a circa 90 km da Parma. Il territorio comunale si sviluppa attorno al fiume Taro, il quale è importante non solo per la pesca, ma anche perché fornisce elettricità. Il comune ha un territorio particolare, infatti ha la forma di ali di farfalla: la parte a Est comprende le frazioni di Tornolo, Tarsogno e Casale Val Taro, mentre a Ovest possiede un'exclave al confine con la Provincia di Genova, la frazione di Santa Maria del Taro. Tornolo fa parte della Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno insieme ad altri comuni parmensi. Il comune non dispone di un proprio casello autostradale, l'uscita più vicino a Tornolo, Tarsogno e Casale Val Taro è quella di Borgotaro, distante poco più di 30 km, mentre per Santa Maria del Taro la più vicino è quella di Lavagna. Le strade principali che attraversano il territorio sono 2: la SP3 di Borgonovo che mette in comunicazione Campi d'Albareto col confine ligure costeggiando il Taro, e la SP523 del Colle di Centocroci da Sestri Levante a Berceto. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Borgo Val di Taro sulla Parma - La Spezia. Oppure percorrendo in auto il passo del Bocco, si raggiunge la stazione di Chiavari, percorrendo il passo Cento Croci, si raggiunge la stazione di Sestri Levante.

ETIMOLOGIA
La sua origine è incerta, potrebbe derivare dal latino tornis (tornio) o da turna (misura). Secondo alcuni potrebbe derivare dal dialetto settentrionale torno, collina.

SANTA MARIA DEL TARO
Il paese è posto ad una altitudine di 717 metri, sono presenti tutti i servizi, dista 6 km dal confine ligure (Passo del Bocco) e soli 30 minuti d'auto dal mare di Chiavari. Santa Maria del Taro era l'antico insediamento del monastero di Bobbio, oggi località climatica e di villeggiatura. Nella Parrocchiale eretta intorno al 1150 (il santuario più antico della valle), demolito agli inizi del XIX secolo, è conservata una statua cinquecentesca in marmo raffigurante la Madonna col Bambino. Nel centro del paese, il cosiddetto ponte romano dei Priori, a due arcate, risale in realtà all'epoca medievale. Santa Maria del Taro, a vederla così, in fondo all'alta e stretta valle del fiume si direbbe nient' altro che un piccolo borgo montano tutto dedito all'agricoltura. E' curioso invece scoprire che, unico forse tra i tanti paesi vicini, Santa Maria del Taro ebbe e ha tuttora una vocazione artigiano-industriale. Già alla fine dell'800, il cav. Henry De Thierry, agente di una società inglese, aveva acquistato gran parte del territorio del Monte Penna per utilizzarne le risorse naturali, in particolare le miniere di rame e le foreste di faggio. De Thierry fondò nel paese una società commerciale che aveva come scopo principale quello di sfruttare intensamente il faggio e i suoi derivati, infatti il nome della ditta era: "Soc. Acetati e Derivati". La fabbrica produceva alcool metilico, che serviva per la confezione di vernici; acetato di calce, che a sua volta dava luogo ad acido acetico per le tintorie ed acetone per la fabbricazione della polvere bianca utilizzata per le armi da fuoco. Inoltre si ricavava catrame e molto carbone di legna. Il cav. De Thierry, attivò lo sfruttamento delle miniere di rame, impiantò una teleferica lunga parecchi chilometri che dal Monte Penna arrivava direttamente a Santa Maria del Taro; entrarono, pure, in funzione grandi segherie e una moderna lavorazione del legno. Il Penna era dunque ed è ancora oggi la fonte di vita per gli abitanti del paese.
La sua faggeta millenaria ne circondava la sommità, la cui punta aguzza rappresentava il Dio Pennino adorato dagli antichissimi liguri.Se un tempo dunque il Penna era considerato una divinità, il faggio che cresceva sui suoi fianchi, era il suo profeta. Questa pianta fu sempre il simbolo vivo di questa montagna e del paese che era sorto ai suoi piedi lungo il primo corso del Taro, anche lui nato dal Penna. Oggi il faggio continua ad essere l’emblema della laboriosità di Santa Maria del Taro. Con questo legno si costruiscono centinaia, migliaia di sedie artistiche. Alle antiche industrie chimiche si è infatti sostituita una moderna fabbrica che produce sedie note in tutto il mondo come “chiavarine”, “parigine”e “campanino”. Fu infatti a Chiavari, cittadina della riviera ligure, un paio di secoli fa, che un ingegnoso falegname di nome Campanino, cominciò a costruire sedie dalle caratteristiche inconfondibili. Ancora oggi questo tipo di sedie sono prodotte a Santa Maria del Taro e conservano le caratteristiche di un tempo: leggerezza, robustezza ed eleganza. Inoltre si sono aggiunte forme nuove e moderne che servono a mantenere alta e viva la fama di queste fabbriche. Nello stabilimento si lavora, oltre il faggio, anche l’acero, il noce e il ciliegio. Le fabbriche di seggiole sono una delle vere attrattive e particolarità del piccolo borgo montano, ma non è la sola. Un'altra risorsa offerta dall'ambiente è il suggestivo paesaggio che offre il fiume Taro il quale, nasce da una greppia muscosa sotto la fitta faggeta della foresta demaniale del Penna. Nella parte alta del suo percorso, ha un andamento irregolare e il suo letto è cosparso di ciottoli e scogli; si allarga poi, fuori dal paese in un ruscello dalle rive fiorite. Queste caratteristiche devono aver affascinato gli antichi liguri della zona, infatti la parola Taro, in dialetto "Tà", è presente nel dizionario di lingua celtica e sta a significare: "indocile, turbolenta, impetuoso". Inoltre, il suo letto irregolare, favorisce lo svolgersi di gare di canoa. La corrente impetuosa del Taro è l'ambiente ideale della Trota Fario, preda molto ambita dei pescatori che convergono qui da tutta la provincia... non a caso Santa Maria del Taro è definita “la perla dell’alta Val Taro”!

RIEPILOGO DELLE LOCALITA' DI TORNOLO
Il territorio comunale è diviso in 4 località: Casale Valtaro, Santa Maria del Taro, Tarsogno e Tornolo, a loro volta divise in frazioni. Le frazioni di Tornolo sono: Barca, Marzuola e Santa Lucia; quelle di Tarsogno sono: Boresasco e Ravezza; quelle di Casale Valtaro sono: Isorelli, Pontestrambo, Vannini, Truffelli, Mantegari, Brigati, Berni, Carmeli e Overara; quelle di Santa Maria del Taro sono: Campeggi, Case Belloni, Case Fazzi, Case Lasine, Casello, Casoni, Cerosa, Codorso, Giungareggio, Grondana (Case Massi, Case Meschi, Case Torri, Pianazzo), Menta, Morgallo, Pianlavagnolo, Sbarbori, Squeri e Vallombraria.

DATI RIEPILOGATIVI

Popolazione Residente 1.154 (M 583, F 571)
Densità per Kmq: 16,6
Superficie: 69,34 Kmq

CAP 43059
Prefisso Telefonico 0525
Codice Istat 034040
Codice Catastale L229

Denominazione Abitanti tornolesi
Santo Patrono San Bernardino
Festa Patronale 20 maggio

Il Comune di Tornolo fa parte di:
Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno
Regione Agraria n. 1 - Alto Taro

Comuni Confinanti:
Albareto, Bedonia, Borzonasca (GE), Compiano, Mezzanego (GE), Santo Stefano d'Aveto (GE), Varese Ligure (SP).

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PASTIFICIO MONTEPENNA - SANTA MARIA DEL TARO - TORNOLO (PR)