San Pietro in Casale
Emilia Romagna

San Pietro in Casale è un comune della città metropolitana di Bologna in Emilia Romagna. Centro della pianura bolognese compreso tra il canale Navile e il Reno, nella zona in cui il fiume svolta bruscamente verso Sud-Est; si raggiunge da Bologna, percorrendo km 24 della via Galliera; o da Ferrara procedendo verso sud per la medesima distanza. Grazie alla sua posizione favorevole e alle sue comode interconnessioni con le città di Bologna e Ferrara e ad altri distretti di intensa industrializzazione, nell'ultimo decennio, si è assistito ad una crescita demografica importante, dovuta in massima parte all'immigrazione interna ed estera. Il Comune di San Pietro in Casale conserva un'economia prevalentemente agricola; molte delle industrie nel suo territorio sono legate alla trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Non manca tuttavia un'intensa attività produttiva artigianale e commerciale attualmente in crescita. Sta assumendo sempre più importanza il Settore terziario con lo sviluppo di attività ricreative, alberghiere, del tempo libero, che si affiancano alle più tradizionali e consolidate presenza della pubblica Amministrazione. Tuttavia il Comune non riveste un ruolo di grande importanza nella struttura produttiva provinciale, ma piuttosto di centro attrattore dei lavoratori delle aree industrializzate circostanti, che cercano in San Pietro un luogo tranquillo dove vivere e sempre in veloce e comoda connessione con i luoghi di lavoro (Bologna, Ferrara, Centergross e Interporto di Bologna, …). Nel 2006, causa le direttive restrittive dell'Unione Europea riguardo alla produzione dello zucchero, lo zuccherificio di San Pietro in Casale, del Gruppo SFIR (uno della ventina di complessi di raffinazione presenti in tutta Italia) è stato chiuso, provocando una grave perdita produttiva e occupazionale al comune. Ogni martedì mattina si tiene il mercato di merci varie tra Piazza Calori (chiamata familiarmente Piazza del Mercato, appunto), via Vittorio Veneto, Piazza Martiri della Liberazione (detta Piazza dell'Orologio) e via Matteotti. Ogni primo sabato del mese si tiene il mercato dell'antiquariato (e del collezionismo) in Piazza Martiri della Liberazione e via Matteotti.

ETIMOLOGIA
La prima parte del nome esprime la venerazione per il santo patrono del paese. La specifica deriva dal latino casalis (aggregato di case rurali).

MANIFESTAZIONI
Ricopre notevole importanza la festività dei Santi patroni, che dall'anno 2005, oltre alle tradizionali funzioni religiose, viene corredata dalla Sagra “Aemiliana” che dura per tutto il mese di giugno, con i suoi numerosi caratteri: musicale, culinario, artistico.
Durante l'estate nell'ambito della rassegna “Frazioni in Musica” (organizzata ormai da molti anni assieme ad altri Comuni dell'Associazione Reno-Galliera) si svolgono numerosi concerti all'interno delle corti delle ville storiche o delle pittoresche chiese di campagna, coniugati ad “appendici” eno-gastronomiche. Sono inoltre organizzate altre Stagioni concertistiche.
Altra festività molto sentita è la Madonna di Piazza, i cui festeggiamenti si svolgono attorno alla seconda domenica di settembre.
Ma forse il più importante momento di festa per la cittadinanza sanpierina è il Carnevale, molto rinomato anche nei dintorni, con numerosi carri allegorici. La maschera simbolo della città è "Sandron Spaviron"

EDIFICI STORICI
La storia di San Pietro in Casale è relativamente giovane, tuttavia possiamo elencare alcune emergenze architettoniche. Piazza dei Martiri della Liberazione (detta dell'Orologio) è circondata da tre deliziosi palazzi settecenteschi, uno ospita l'antico orologio meccanico, un altro una meridiana solare e un affresco della Sacra Famiglia, l'altro ospita un capitello votivo della Madonna di Piazza (il quadro originale è stato trafugato). A pochi passi, sulla Piazza Giovanni XXIII, s'affaccia la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, di origine romanica, ricostruita dal 1856, fiancheggiata da un campanile romanico in laterizio dell'X-XI secolo nella parte inferiore, sopraelevata nei secoli XIII e XIV, e una cella campanaria a bifore rifatta nel XVI. All'interno si trovano numerosi quadri di scuola ferrarese e bolognese. Percorrendo via Matteotti il parco comunale, con la bella Villa Padoa, un edificio assai antico e imponente, databile probabilmente nella metà del secolo XVI, completamente restaurato. Villa Padoa dal 1896 ospita il municipio. Sempre in via Matteotti incontriamo altri importanti edifici, al civico 39 Villa Garani di antica origine non facilmente databile, fortemente rimaneggiata. La splendida Villa Giulia, del 1880, oggi ospita l'asilo parrocchiale e infine Villa Rusconi in via Pescerelli 76, costruita intorno alla metà del secolo XVII.

ASIA
Un antico borgo citato già nel 1255. Prende il nome dal casato degli Asilia. L'antica chiesa parrocchiale, non più in funzione, è dedicata a S. Giovanni Apostolo. È da segnalare anche la torre di guardia Arandini (secolo XII-XIII, rimaneggiata).

CENACCHIO
Già comune dal 1223. Il nome deriva probabilmente da cenacolo. La chiesa, molto antica, ma rinnovata nel 1773 è dedicata a S. Michele.

GAVASETO
Anch'esso comune dal 1223. Della chiesa di San Giacomo Maggiore, già esistente nel 1349, la facciata è stata rifatta nel 1757, mentre il campanile fu eretto nel 1679. Sono da registrare altre tre ville dei secoli XVIII-XIX. Nei pressi dell'abitato fu ritrovata una setele funeraria di epoca romana, detta dei Cornelii, presumibilmente appartenente ad un monumento funebre imponente, attualmente conservata al Museo civico archeologico (Bologna).

MACCARETOLO
Forse il più antico degli abitati, già prima dell'anno 1000 era una contrada, Comune dal 1223. Il nome deriva probabilmente da macerie o macerazione. Inoltre è nei dintorni di Maccaretolo che sono concentrati molti reperti romani (tra cui una statua di uomo togato e alcuni capitelli, conservati presso il Museo civico archeologico (Bologna)). La chiesa di S. Andrea, trecentesca, fu rifatta nel 1818. in località Tombe, il Palazzo di Giovanni II Bentivoglio venne eretto nel 1490 su un'antecedente dimora degli imperatori Antonini. Ora il palazzo è alquanto manomesso.

MASSUMATICO
Comune dal 1223. Fu assai importante dacché vi si ergeva un castello con la rocca dal VI secolo, più volte assediato. Dell'antico castello resta il palazzo vicino alla chiesa di S. Martino. La chiesa è stata rifatta nel 1734, l'attuale alto (il maggiore del territorio) ed elegante campanile è stato costruito nel 1902.

POGGETTO
In origine Poggio Massumatico fu comune dal 1223, e possedimento del vescovo di Bologna dal VI secolo. La chiesa di San Giacomo Maggiore conserva un'abside di probabile origine romanica.

RUBIZZANO
Comune dal 1223. La chiesa dei Santi Simone e Giuda. Da segnalare il Palazzo Bonora e quello cinquecentesco Calderini, con torre.

SAN BENEDETTO
Anticamente parrocchia fu unita a quella di Gherghenzano, ma la chiesa è tuttora servibile. Conserva numerose ville padronali del XVIII-XIX secolo: Villa Angelelli, Villa Mariani, Villa Tanari.

SANT'ALBERTO
Comune dal 1223. Vi sono stati alcuni ritrovamenti di epoca romana. La chiesa di Sant'Alberto, con cinque altari, fu costruita nel 1777.

ORIGINI E CENNI STORICI
Pur essendo nel mezzo di una palude insalubre, San Pietro è abitato fin dai tempi romani. Molti sono i rinvenimenti di questo periodo: lapidi sepolcrali, vasi antichi, sarcofaghi e cippi. È fra i secoli VII e IX che si riparla, in antichi documenti dell'abbazia di Nonantola, della selva di pianura detta Salto Piano, che Teodalto, signore di Modena e Reggio, comandava in questa zona. Il nome San Pietro in Casale, appare per la prima volta nel 1223, nell'ordinanza con la quale il Comune di Bologna imponeva alle comunità del contado un capoquartiere della città a scopo militare. A questo punto le vicissitudini sanpierine sono in larga misura dipendenti da quelle di Bologna, e molto spesso, dai suoi nemici che con frequenti rapine e saccheggi ne segnano la storia. Verrà citato come Villa di San Pietro in Casale nel 1443, forse in riferimento ad un'antica villa fatta risalire agli Antonini (dinastia imperiale romana) e sulle cui rovine Giovanni II Bentivoglio, nel 1490, fece costruire una sua villa che ancora oggi sopravvive, pur molto rimaneggiata, nella frazione di Maccaretolo. Certamente sino al 1700 quello di San Pietro non fu che un piccolo borgo di poche case raccolte attorno ad una chiesa, anche se un decreto del senato bolognese risalente al 1544 attesta l'origine, da quella data, di un mercato settimanale che diventerà, secoli dopo, fiorente e conosciuto nella vasta zona del circondario. Le poche cronache del piccolo borgo ricordano due grandi incendi che lo provarono duramente: nel 1637 per mano delle truppe antipapali; nel 1809 per opera dei briganti che infestavano quelle zone. Il 20 giugno 1796, i proclami del generale Bonaparte abolirono ogni autorità che non fosse il Senato di Bologna e diedero al villaggio e alle varie parrocchie circostanti la configurazione di comune vero e proprio. Alla restaurazione del governo pontificio San Pietro, che contava 2984 abitanti, comprese le frazioni di Rubizzano, Maccaretolo e Gavaseto, si vede ben presto annessi altri territori: Asia, Cenacchio, Massumatico, Poggetto, Sant'Alberto, San Benedetto e Gherghenzano, i quali, ad eccezione di quest'ultimo, formano ancora oggi il suo territorio. È dall'unità d'Italia che, in un certo senso, inizia la storia vera e propria di San Pietro in Casale, con la formazione di un'identità che cresce con l'affermarsi di una piccola borghesia locale che si affianca ai grandi proprietari terrieri. Crescono i commerci e nascono nuovi servizi: l'illuminazione a petrolio, le fognature, la tranvia a cavallo, a cui si aggiungeranno, negli ultimi decenni del XIX secolo e i primissimi anni del Novecento, la costruzione del macello, di una pesa pubblica, della sede comunale (villa Bonora), di nuove strade. Vennero istituite 15 nuove scuole, un asilo infantile, nove cimiteri, il corpo dei pompieri, l'ufficio postale e telegrafico, tre condotte mediche, un servizio di assistenza e beneficenza. La storia moderna di San Pietro va, comunque, ricollegata alla sua condizione marcatamente agricola. In particolare a partire dalla fine del Settecento, l'umida zona del comune venne destinata alla risicoltura, oggi totalmente scomparsa. Durante la seconda guerra mondiale San Pietro in Casale dette un particolare contributo alla Resistenza e alla lotta di liberazione dai nazifascisti. È nella primavera del 1944 che sorse la seconda brigata "Paolo”. Molte eroiche azioni furono compiute dai partigiani di stanza a San Pietro. Nel 2002 il comune ha superato i 10.000 abitanti. San Pietro in Casale è stato colpito dai terremoti dell'Emilia del 2012 che nel comune hanno provocato una vittima.

DATI RIEPILOGATIVI

Popolazione Residente 11.896 (M 5.871, F 6.025)
Densità per Kmq: 180,8
Superficie: 65,81 Kmq

CAP 40018
Prefisso Telefonico 051
Codice Istat 037055
Codice Catastale I110

Denominazione Abitanti sampierini
Santo Patrono SS. Pietro e Paolo
Festa Patronale 29 giugno
Giorno di Mercato Settimanale martedì

Il Comune di San Pietro in Casale fa parte di:
Regione Agraria n. 7 - Pianura a destra del Reno
Associazione Rete Italiana Città Sane - OMS

Località e Frazioni di San Pietro in Casale
Asìa, Cenacchio, Gavaseto, Maccaretolo, Massumatico, Poggetto, Rubizzano, Sant'Alberto, San Benedetto

Comuni Confinanti
Bentivoglio, Castello d'Argile, Galliera, Malalbergo, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano.

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TERME DI PORRETTA - PORRETTA TERME - BO
LICEO CLASSICO VITTORIO ALFERI - BOLOGNA
TERME DI CASTEL SAN PIETRO TERME - BO
SCUOLE MANZONI - FONDAZIONE ELIDE MALAVASI - BOLOGNA - BO