San
Lazzaro di Sàvena è un comune italiano
di 30.754 abitanti della provincia di Bologna. La
città si trova sulla Via Emilia, sulla destra
orografica del torrente Savena, a 6 km dal centro
di Bologna in direzione sud est. È saldata
all'agglomerato urbano del capoluogo: la separa da
questo solo il corso del Savena, sulla cui sponda
sinistra sorge l'omonimo quartiere della città
di Bologna. Oltre agli agglomerati urbani nell'intorno
della via Emilia (San Lazzaro, La Cicogna, Idice,
La Campana), ne esistono alcuni lungo la valle del
fiume Idice (Castel de' Britti), lungo la valle del
fiume Savena (Trappolone, Ponticella) e lungo la valle
del torrente Zena (Farneto). A San Lazzaro hanno sede
diverse importanti aziende ed è il secondo
comune dell'Emilia-Romagna per reddito procapite.
Il territorio del comune si sviluppa in pianura e
a ridosso delle prime colline bolognesi; è
attraversato da alcuni corsi d'acqua come lo Zena,
il fiume Idice ed il torrente Savena.
ETIMOLOGIA
Si riferisce al nome del santo patrono del luogo e
la specifica si riferisce appunto al fiume che scorre
nei pressi.
DA
VEDERE
Nel territorio sono compresi la Grotta della Spipola
con la sua dolina e gli affioramenti gessosi del Farneto
(nei cui antri furono rinvenute tracce d'insediamento
umano risalenti all'Età del Bronzo) e della
Croara, che formano un complesso carsico di estremo
interesse. Nell'area sono attualmente note circa 200
grotte. Il principale sistema carsico, formato dal
corso d'acqua ipogeo del Rio Acquafredda, ha uno sviluppo
complessivo di oltre 12 km e costituisce il maggiore
sistema carsico nei gessi dell'Europa Occidentale,
tutelato dal Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi
dell'Abbadessa. Nel comune sono presenti il Teatro
ITC, una mediateca, e numerose associazioni culturali,
fra cui il Corpo Bandistico Città di San Lazzaro,
fondato nel 1854. Da segnalare, il Museo della Preistoria
"Luigi Donini", che raccoglie numerosi ritrovamenti
dell'antichità preistorica e successivamente
rinvenuti nel territorio bolognese orientale (il periodo
dell' Homo erectus, l'ambiente faunistico della più
recente Era glaciale, l'Età del Ferro e le
testimonianze della civiltà villanoviana).
ORIGINI
E CENNI STORICI
Abitato fin dall'antichità, nel territorio
del comune sono stati fatti numerosi ritrovamenti
risalenti al Paleolitico (strumenti in pietra) all'età
del bronzo, e insieme alla vicina Castenaso è
stato testimone della fiorente civiltà villanoviana.
Tra il XII ed il XIII secolo fu eretto un lazzaretto
(a cui il comune deve l'altra parte del nome), che
era dislocato, come usanza del tempo, fuori dalla
città (Bologna) in maniera da isolare gli ammalati
e limitare la propagazione delle infezioni. In seguito,
l'abitato si sviluppò attorno alla chiesa e
all'ospedale, divenendo un paese autonomo in epoca
napoleonica (1810). Successivamente venne riannesso
a Bologna ma riottenne l'autonomia, con l'aiuto di
Carlo Berti Pichat, a partire dal 1827. Dopo l'espansione
edilizia degli anni settanta, proseguita negli anni
novanta del XX secolo fino ai giorni nostri, San Lazzaro
di Savena risulta essere uno dei comuni più
popolosi della provincia di Bologna (il quarto per
popolazione residente: conta circa 30.000 abitanti)
ed è sede di industrie, dislocate in buona
parte nella frazione La Cicogna, in un insediamento
artigianale-industriale nato negli anni settanta del
XX secolo. A tutt'oggi è in corso un costante
processo di urbanizzazione.