Sala
Baganza è un comune della provincia di Parma.
È sede di numerose aziende del comparto metalmeccanico
e numerosissime aziende del settore agroalimentare
(soprattutto lavorazione carne suina per produzione
di salumi) dislocate tra Castellaro e San Vitale,
sulla riva sinistra del torrente Baganza.
ETIMOLOGIA
IL termine "Sala" è di origine longobarda
ed è attestato in molte regioni italiane, ad
esempio: Sala Bolognese, Sala Comacina (Como), Sala
Biellese, Sala Consilina (Salerno). La sala era la
terra direttamente occupata dal presidio barbarico
e si contrapponeva alle terre tributarie degli abitanti
locali, costretti a fornire ai longobardi parte dei
raccolti. Il termine deriva dal longobardo saliz,
che significa fattoria. La seconda parte deve il nome
al fiume Baganza. Le ipotesi sull'origine del toponimo
sono però molte. Altri ad esempio fanno riferimento
all'etrusco "Zal" ovvero "sei"
a significare che l'abitato dista sei miglia etrusche
da Parma. Da non scartare l'ipotesi che si riferisce
al latino "salarius" cioè rivenditore
di carne salata, attività, questa, che trova
larga pratica anche ai giorni nostri.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Si presume che Sala abbia avuto una continuità
abitativa fin dal periodo "Enolitico", epoca
alla quale risalgono alcuni referti rinvenuti nel
territorio. La scoperta di una Fornace Romana che
produceva anfore vinarie nel 1978 lungo la strada
provinciale, in località Sala Bassa dà
la certezza che il luogo fosse conosciuto già
ai tempi della colonizzazione romana. Ai Bizantini
si deve la costruzione dei primi castelli e pare certo
che i primi nuclei fortificati sorsero a Monte Palero,
a Segalara e sul prominente poggio dove è posta
attualmente la Rocca di Sala. Il nome ed il destino
della famiglia Sanvitale si legò a Sala per
circa trecentocinquant'anni. Dal 1258, quando Tedisio
ricevette parte del Feudo con la dote della moglie
Aldemota Cornazzani, al 1612, anno della nota "Congiura
dei Feudatari" ordita contro il Duca Ranuccio
I Farnese. Dopo quella data il territorio di Sala
fu trasferito nei possedimenti della Camera Ducale
Farnesiana. La Rocca, già presente nel 1294,
fu riedificata nel 1477 da Gilberto III Sanvitale
sulle rovine della Torre di San Lorenzo e dopo il
passaggio di proprietà ai Farnese, fu dal 1676
residenza estiva del Collegio dei Nobili di Paffi1a.
Morto senza discendenza l'ultimo Farnese, comincia
il periodo Borbonico prima con Don Carlo, poi con
Don Filippo e da ultimo con Don Ferdinando. La rivoluzione
Francese cambiò anche lo scenario salese e
nel periodo Napoleonico la Rocca venne assegnata al
Tenente Michele Varron, che trovandola troppo grande
per la sua famiglia, ne fece demolire due lati (sud-est).
NeI 1888 la Rocca fu acquistata dal Marchese Carrega
di Lucedio ed è tuttora di proprietà
privata ed in essa si conservano pregevoli cicli di
"affreschi" di Cesare Baglioni (fine del
XVI secolo), di Bernardino Campi (seconda metà
del XVI secolo), Sebastiano Galeotti (ristrutturazione
della Rocca nel 1727) quale la Sala dell'Apoteosi.
Ai Iati della Rocca si affaccia l'oratorio dell' Assunta,
fatto erigere nel 1799 dal Duca Ferdinando di Borbone
in stile neoclassico. Importantissimi i nodi di collegamento
del paese dai primordi al Medioevo, con l'attuale
evidente "Strada Farnese" di impianto ducale
e fiancheggiante la sponda sinistra del Torrente Baganza.
Si evidenziano, strategicamente e caratteristicamente
inseriti nel territorio, il castello Rossiano di Segalara
con l'Oratorio della Concezione, la casaforte di Torre
dei Boriani (XVI secolo), il Casinetto della Rocca
San vitale (XVIII secolo), la Pieve Romanica di San
Biagio (XII secolo), il Bagno di M. Amalia (coevo
del Casino dei Boschi), le Chiese Parrocchiali (S.S.
Stefano e Lorenzo in Sala, San Vitale in San Vitale
Baganza, San Nicolò in Maiatico) gli Oratori
(della B.V. in loc. Castellaro, di S.S. Filippo e
Giacomo in San Vitale Baganza, Oratorio dei Nobili
in loc. Castellaro, Oratorio dell'Immacolata alla
Torre dei Boriani, Oratorio della Concezione di M.U.
in Segalara). Posizionata lungo la riva dell'omonimo
torrente, Sala Baganza presenta caratteristiche territoriali
tipiche dell'insediamento pedecollinare, ove attualmente
non sono distinguibili tracce di presenze remote.
L'antico borgo rurale si sviluppò in funzione
della rete viaria circostante, comprendente anche
l'importante carrozzabile di penetrazione appenninica
che fiancheggia il corso d'acqua. Ad interrompere
l'uniformità del paesaggio, contribuisce la
presenza della Rocca che, nonostante nel corso dei
secoli sia stata destinata a dimora signorile, conserva
ancora taluni aspetti architettonici originali. Un
'ulteriore motivo d'interesse che spinge ad una visita
alla cittadina, è infine la vicinanza dei verdeggianti
Boschi di Carega, oggi divenuti Parco Naturale Regionale,
che delimitano il confine occidentale del territorio.
APPROFONDIMENTO SULLA ROCCA SANVITALE
Edificata nel 1454, la Rocca fu ampliata nel XVI secolo
ma tormentata dai passaggi continui di proprietà.
Nel 1676 passò in proprietà al Collegio
dei Nobili, diventando residenza estiva di Ranuccio
II, che vi creò una riserva di caccia che più
tardi sarà la delizia di Maria Amalia d'Austria,
moglie di Ferdinando di Borbone. Dell'antica costruzione
rimangono oggi le torri angolari e parte della decorazione
interna del Cinquecento: gli affreschi di Orazio Samacchini
con le Storie di Giove Tonante e di Ercole (1570),
L'allegoria delle quattro stagioni di Cesare Baglione
(torrione), Venere e storie di Enea di Innocenzo Martini,
la decorazione con Angelo e putti di Ercole Procaccini
nell'ex-cappella. Nel XVIII secolo Sebastiano Galeotti
realizzò l'Apoteosi di Francesco Farnese (1727).
A lato, unito al corpo dell'edificio, l'oratorio di
S.Lorenzo, costruito da Ferdinando di Borbone nel
1795.
PARCO
REGIONALE BOSCHI DI CARREGA
Il Parco presenta uninteressante varietà
vegetale e faunistica. Importante esempio di macchia
forestale della bassa collina emiliana, unisce alle
specie tipiche della fascia collinare (querce, carpini
bianchi, castagni) parecchie specie esotiche (cedri
del Libano, abeti del Canada, sequoie del Nord America
e così via). Numerosi
anche gli uccelli, i mammiferi, gli anfibi e i rettili;
animale simbolo dellarea protetta è il
capriolo, che qui è presente con un nucleo
tra i più consistenti dItalia. Interessanti
anche le seguenti emergenze storico-artistiche: il
neoclassico Casino dei Boschi, villa costruita nel
1789 su progetto del Petitot. Immerso nell'ampia tenuta
sulla collina tra Sala e Collecchio, nella riserva
ducale dei Farnese, il Casino dei Boschi fu ampliato
dall'architetto di corte Paolo Gazzola per farne una
dimora estiva. La villa, di proprietà dei principi
Carrega di Lucedio dal 1881, presenta ancora oggi
le caratteristiche del tempo di Maria Luigia, la Villa
del Ferlaro fatta costruire da Maria Luigia per i
propri figli tra il 1828 e il 1831, si erge in territorio
collecchiese ove già esisteva il Casinetto
Fedolfi, poco distante dal Casino dei Boschi, la Pieve
di Talignano, antica pieve romanica.