Poggio
Berni è un comune della provincia di Rimini.
Sorge a 155 metri sopra il livello del mare e dista
16 chilometri dal capoluogo.
ETIMOLOGIA
Il nome è un composto di "poggio"
e di un nome di famiglia che si riferisce al latino-germanico
Bernus.
DA
VEDERE
Poco è rimasto del castello medievale fortificato
nel 1335 dai Malatesta. Svetta, invece, sapientemente
restaurato il quattrocentesco Palazzo Marcosanti,
un tempo fattoria fortificata, oggi sede di una lussuosa
attività agrituristica. Con la "tomba"
Palazzo Tosi offre agli occhi dei turisti due splendidi
esempi, seppure di epoche diverse, di architettura
del passato. Sono ancora da valorizzare, con l'auspicata
nascita di un museo, le tracce più remote della
sua storia depositate nel corso dei millenni lungo
il fiume Marecchia, un eccezionale contenitore di
fossili, méta ambita per studiosi. Sempre lungo
il Marecchia, i tre mulini, esemplari ben conservati
di un'arte, quella molitoria con le pale ad acqua,
in via di estinzione. Per gli amanti della pesca è
sede di un centro Pesca affiliato al CONI che ha recentemente
ospitato i campionati nazionali nei laghetti FIPSAS.
La storia di Poggio Berni, dove si svolge ogni anno
un riuscitissimo Palio dei somari, bene si coniuga
con l'arte culinaria che ha portato la fama del verde
borgo oltre i confini provinciali.
PALAZZO
MARCOSANTI
Le origini di Palazzo Marcosanti risalgono alla fine
del XIII secolo, e parlano di una storia suggestiva
ed a tratti misteriosa di quello che, in epoca maltestiana,
era considerato il "Castello dei Matrimoni",
proprio perché qui vi si celebravano le nozze
tra le più illustri e potenti famiglie dell'epoca.
I Malatesta, i Della Rovere, i Doria, i Montefeltro,
i Gonzaga, i Medici e gli Albani dimorarono a Palazzo
Marcosanti, il cui nome risale ai proprietari che
lo acquistarono nel XIX secolo. Oggi è uno
dei complessi fortilizi più antici e meglio
fortificati dell'entroterra riminese. Tra le particolarità
più importanti, i due portali ogivali risalenti
all'inizio del XIV secolo: uno in pietra d'Istria
e l'altro in cotto. Quest'ultimo presenta un archinvolto
ornato dal motivo araldico della scacchiera. Poggio
berni dispone di un bowling, due campi da calcio,
due ristoranti e tanti altri edifici.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa parrocchiale di Santo Marino
Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata (nel
borgo di Camerano).
ORIGINI
E CENNI STORICI
L'origine del nome è latina (Podium Hibernorum),
letteralmente "Podio degli accampamenti invernali"
poiché vi era un accampamento militare romano
invernale. Durante il Medioevo fu feudo dei Malatesta
seguendone le sorti e vicende. E dalla nobile famiglia
fu fortificato a dovere. Nel 1600 passò di mano:
a reggere le sorti del verde borgo fu la famiglia toscana
dei principi Montemaggi, passati alla storia per la
loro umanità. Fu tale don Sebastiano ad adoperarsi
con i gran duchi per fornire alle ragazze povere da
marito un'adeguata dote. A don Giacomo, invece, l'altruistico
interessamento per rendere meno disumana la prigionia
ai carcerati rinchiusi nelle grotte piene d'acqua. Nel
1763 fu acquistato da papa Clemente XIII ed entrò
a far parte dello Stato Pontificio (Legazione di Romagna).
Nel 1816, con la suddivisione del territorio romagnolo
in due Legazioni, fu assegnata alla Legazione di Forlì.
Con il plebiscito del marzo 1860 Poggio Berni entrò
a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno dopo divenne
Regno d'Italia.