Ostellato
è un comune della provincia di Ferrara. Situato
poco lontano dalla superstrada Ferrara-Mare, raccordata
con l'autostrada A13 (uscita sud di Ferrara) e la
Romea, e posizionato sulla statale Ferrara-Comacchio,
a 30km sia da Ferrara che dal mare, a 60km da Ravenna
a 160km da Venezia.
ETIMOLOGIA
Deriva da ustulatus, ossia "bruciato", riferendosi
forse ad una tecnica agricola sconosciuta o all'incendio
di un edificio.
ORIGINI
E CENNI STORICI
La storia di Ostellato ha origini antichissime, come
testimoniano i numerosi reperti archeologici, rinvenuti
durante gli scavi e le opere di bonifica. La prima
attestazione risale al 997, quando fu citato col nome
di "Ustullatum" in una bolla papale emessa
da Gregorio V. Appartenne prima a Comacchio, poi all'Abbazia
di Pomposa, sotto Guido Monaco, finché venne
a far parte dei possedimenti Estensi. In questo periodo
fu una frequentata meta di caccia e di svago da parte
dei duchi d'Este, che fecero costruire alcune residenze,
quali il Palazzo Strozzi, distrutto durante il ducato
di Alfonso I d'Este, Villa Tassoni, e la Villa Marfisa,
oggi Villa Dalbuono, ancora conservate. Esistono inoltre
il podere Ca' Matte e la palazzina Dianti: il primo
è situato su un dosso nella valle del Mezzano
e fu costruito dagli Estensi nel 1450, come casa di
caccia. In origine era affiancato da due torri per
l'avvistamento della selvaggina, oggi scomparse. La
seconda, invece, posta in località Libolla,
appartenne a Laura, la "favorita" del Duca
Alfonso I. Dopo la devoluzione del 1598, quando gli
Estensi persero il ducato di Ferrara, Ostellato tornò,
come tutta la provincia, sotto il governo Pontificio,
che portò il territorio a subire progressivamente
la perdita delle valli, in favore di Comacchio. L'indifferenza
nella gestione delle acque dimostrata dal Papato fece
sì che imperversassero le inondazioni e le
epidemie. Solo a partire dalla metà del XIX
secolo la situazione migliorò, grazie alle
massicce e radicali opere di bonifica, conclusesi
definitivamente solo negli anni '60 di questo secolo.
Da segnalare a questo proposito sono le Anse vallive
di Ostellato, ultimo esempio relitto delle numerose
zone umide che caratterizzavano la zona. Oltre all'Oasi,
è presente il Museo Civico di Storia Naturale
del Delta del Po, che funge da centro di documentazione
ambientale del territorio. Di notevole pregio artistico
è la Pieve romanica di San Vito, che risale
all'XI secolo. La chiesa parrocchiale, dedicata ai
S.S. Pietro e Paolo era un'antica pieve della Diocesi
di Ravenna, che fu distrutta e ricostruita in un altro
luogo nel 1638. Oggi resta ancora visibile il vecchio
campanile, del 1588, a 200 m dalla chiesa attuale,
che ne è sprovvista.
EDIFICI
RELIGIOSI
Pieve di San Vito
TEATRI
Teatro Barattoni
LO
STEMMA
Nella cattedra del coro della chiesa è scolpito
il vecchio stemma comunale, rimasto in vigore dal
1200 circa fino al 1863, nel quale sono raffigurate
tre stelle nella parte superiore ed una figura rotondeggiante
in basso, simile ad una valle con piccole isole. Successivamente
venne impresso sulla campana maggiore un nuovo stemma
ufficiale che sostituì la presunta valle con
tre ossa, forse per cancellare la memoria storica
della proprietà della valle. Questo nuovo stemma
divenne ufficiale in epoca napoleonica e fece la sua
prima comparsa ufficiale sul gonfalone per i festeggiamenti
in occasione della visita di Pio IX, nel 1857.
FRAZIONI
Dogato, Rovereto, San Giovanni, Libolla, Campolungo,
Medelana, San Vito e Alberlungo.