Fornovo
di Taro è un comune della provincia di Parma.
È situato sulla SS62 della Cisa ai piedi della
salita che conduce a Berceto e al Passo della Cisa.
Da Fornovo di Taro si diramano anche parecchie strade
provinciali, una per la Val Taro, una per la Val Ceno,
e una in direzione della Via Emilia. È presente
il casello autostradale della A15 Parma-La Spezia
e la stazione ferroviaria che collega Fornovo a Parma,
a La Spezia e a Fidenza.
ETIMOLOGIA
Potrebbe derivare dal latino forum novum, ossia mercato
nuovo. La specifica fa riferimento alla vicinanza
del luogo al fiume Taro.
MANIFESTAZIONI
Fornovo in Fiera - Corteo Storico (primo fine settimana
di agosto).
CENNI
STORICI
Nel 1495 vi si svolse la famosa battaglia di Fornovo,
combattuta tra le truppe alleate (milanesi e veneziani)
guidate da Francesco II Gonzaga e i francesi di Carlo
VIII.
Durante
la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione
tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, Pellegrino
Riccardi, pretore a Fornovo, nascose e protesse dalla
deportazione quattro componenti della famiglia ebrea
di Rolando Vigevani, del quale era stato compagno
di studi. Riccardi trovò per loro dei luoghi
di rifugio nei dintorni, produsse - con la complicità
del segretario comunale - falsi documenti di identità
e organizzò quindi il loro espatrio in Svizzera.
In seguito diede rifugio e procurò documenti
falsi anche ad altri perseguitati ebrei. Per questo
suo impegno di solidarietà, il 26 dicembre
1988, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito
a Pellegrino Riccardi l'alta onorificenza dei giusti
tra le nazioni.
All'inizio
del secolo scorso (1905) venne costituita la Società
Petrolifera Italiana (S.P.I.). Il paese divenne, in
questo modo, il maggior centro italiano per la produzione
e la lavorazione del petrolio, arrivando negli anni
'30 a coprire circa l'80 % del fabbisogno nazionale.
Nel
1912 vennero fatti costruire degli impianti di raffinazione
e durante la seconda guerra mondiale, mentre la raffineria
di Fornovo era duramente colpita dai bombardamenti,
la sede di Vallezza venne occupata da truppe tedesche.
L'evento condizionò la vita dei dipendenti
e degli abitanti della frazione di Neviano de' Rossi.
Da tempo la zona è destinata a Museo, quale
testimonianza di archeologia industriale.