Casalecchio
di Reno è un comune della provincia di Bologna.
Casalecchio di Reno si estende sulla modesta superficie
di 17,37 kmq, perciò è uno dei più
piccoli comuni della provincia di Bologna. Il territorio
è in parte pianeggiante, in parte è
formato da colline con pendenze varie che non superano
i 400 metri circa. Diviso in due dal Fiume Reno, si
stende ai piedi del Colle della Guardia (o di San
Luca) ed è fiancheggiato, parzialmente dalle
colline dell'Eremo (Monte Capra) che costituiscono
le pendici dei primi colli dell'Appennino Emiliano.
Oltre al Reno, che l'attraversa per una lunghezza
di 3 km, accenniamo per curiosità ai modesti
corsi d'acqua: Rio Bolsenda che scende da Nugareto,
Rio dell'Asino che scende dalle colline dell'Eremo,
Rio Ceretolo che scende da Tizzano, Rio della Pizzacchera
che scende da S. Luca. Casalecchio è a circa
60 metri sul livello del mare e il clima è
prevalentemente di tipo continentale con piogge, nebbie,
nevicate invernali; caldo, spesso afoso, in estate,
lievemente mitigato dalle colline circostanti. Confina
con tre comuni e precisamente a sud con quello di
Sasso Marconi, ad est e a nord con il comune Bologna
e a ovest con il comune Zola Predosa. La circoscrizione
del Comune nei suoi 1737 ettari è rimasta tale
dal 1828, suddivisa nelle quattro frazioni: Capoluogo,
Ceretolo, Tizzano e Croce; nel dopoguerra furono istituiti
sei quartieri civici: Centro, Comune, Croce, Garibaldi,
Ceretolo e Marullina, ciascuno dei quali con una sede
aperta ai vari servizi di ordine sociale, culturale
e politico. Oggi i quartieri non ci sono più,
aboliti dalle recenti normative in materia di Enti
Locali, mentre le zone di Casalecchio sono cinque:
Calzavecchio, Garibaldi, Ceretolo, sulla via Bazzanese
ai confini con il comune di Zola Predosa, Croce, sulla
via Porrettana in direzione Bologna con la quale confina
e San Biagio anch'esso sulla Porrettana in direzione
sud verso Sasso Marconi.
ETIMOLOGIA
Il nome del luogo, Casalecchio, è di origine
romana: "Casaliculum" che in latino medievale
significa "piccolo agglomerato di case".
ORIGINI
Le presenze umane nel territorio si fanno risalire
al Paleolitico considerati i "raschiatoi"
e altri ritrovamenti di materiali ceramici e litici
relativi a quel periodo.
CENNI
STORICI
Nella città si hanno inoltre testimonianze
della presenza della civiltà Etrusca e di quella
Romana (l' "acquedotto" e la centuriazione).
Durante le invasioni barbariche le città poste
sulle vie consolari si spopolarono e gli abitanti
si addensarono nelle montagne. Intorno all'anno Mille,
Casalecchio con la costruzione della Chiusa, del canale,
del rifacimento del Ponte sul Reno, iniziò
ad avere storie documentate di un certo rilievo. Sorsero
infatti castelli, fortezze e roccheforti. Per oltre
tre secoli la città fu sconvolta dalle guerre
di fazioni legate a Bologna, divenendo spesso campo
di battaglia e quindi di razzia degli eserciti. Dalla
seconda metà del Cinquecento ci fu una ripresa
produttiva e costruttiva: nacquero ville, oratori,
chiese e si intensificarono le coltivazioni dei poderi.
Casalecchio divenne uno dei territori più ricercati
e ammirati di Bologna proprio grazie alle ville circondate
da suggestivi parchi e ricchi giardini. Verso il XIX
secolo, la Rivoluzione Industriale determinò
la trasformazione e l'incremento di fabbriche, opifici,
vie di comunicazione e mezzi di trasporto. La Prima
Guerra Mondiale lasciò segni di lutto e dolore
nella città ma fu con la Seconda Guerra Mondiale
che ci fu una vera e propria distruzione. Casalecchio
fu infatti una delle città più colpite
dalle incursioni aeree. Il periodo della ricostruzione
è stato particolarmente intenso ed ha richiesto
il coinvolgimento di tutti i settori dell'economia
ed in particolare il settore dell'edilizia, vero traino
della ripresa economica. Casalecchio ha registrato
nel secondo dopoguerra un tasso di incremento di popolazione
di gran lunga superiore a tutti i comuni della provincia
compreso il capoluogo. Il 6 dicembre 1990 un aereo
militare in avaria abbandonato dal pilota, precipita
sull'Istituto Tecnico Commerciale e per Periti Aziendali
Statale Gaetano Salvemini, provocando la morte di
12 studenti nonché 88 feriti necessitanti di
ricovero ospedaliero (a 72 di loro sarà successivamente
riconosciuta un'invalidità permanente fra il
5 e l'85 per cento). Il processo finirà senza
condanne nel 1998.
EDIFICI
STORICI
Villa Volpe
Villa Marullina
Villa il Toiano (XVI secolo)