Anzola
dell'Emilia è un comune della provincia di
Bologna, in Emilia-Romagna. Dal gennaio 2012 fa parte
dell'Unione dei comuni Terre d'acqua. Il territorio
di Anzola dell'Emilia è sito fra il torrente
Lavino a levante e il torrente Samoggia (Samûz)
a ponente e solcato da altri corsi d'acqua quali Martignone
e Ghironda. Il comune di Anzola dell'Emilia è
ubicato tra le città di Bologna a est e Modena
a ovest. In particolare confina direttamente a est
con il comune di Bologna ed è distante circa
15 km dal centro della città. È un importante
centro agricolo e industriale della via Emilia, in
cui sono presenti numerose industrie meccaniche sul
territorio tra Anzola e una delle sue frazioni Lavino
di Mezzo. Oltre ai torrenti Lavino e Samoggia il territorio
è solcato dal torrente Martignone, dal torrente
Ghironda e da numerosissimi fossi e canali, tra cui
il canale Carpeneda, il canale Padergnana, il Lavinello
e i fossi Cavanella, Podice, Casola, Sanguineta. Questa
rete di canali è il risultato di grandi opere
idrauliche di bonifica delle acque stagnanti, iniziate
attorno al Mille ad opera dei frati benedettini e
proseguite negli anni seguenti; a partire dal XV secolo
furono molto attivi nelle bonifiche i nobili Zambeccari,
possidenti nella zona di San Giacomo del Martignone.
Anche nell'Ottocento l'abbondanza di acque rappresentava
insieme una risorsa e un problema da governare: bisognava
regolarne il corso e fronteggiare lo straripamento
dei torrenti maggiori, sempre possibile soprattutto
in primavera e in autunno. Di frequente le autorità
comunali si trovavano a dirimere le liti tra i proprietari
terrieri a proposito del corso degli scoli, che poteva
essere modificato a vantaggio dell'uno o dell'altro.
Il servizio di trasporto pubblico è assicurato
dalle autocorse suburbane e interurbane svolte dalla
società TPER. Il comune è inoltre servito
dalle stazioni suburbane di Anzola dell'Emilia e Samoggia,
entrambe parte della rete del Servizio Ferroviario
Metropolitano di Bologna.
DA VEDERE
La Torre di Re Enzo così chiamata perché
nel 1249 ospitò Re Enzo prigioniero dei bolognesi.
Si narra che legò una stretta amicizia con
Michele degli Orsi il quale tentò di farlo
evadere ma senza successo.
La chiesa parrocchiale che si trova di fronte alla
torre di Re Enzo, fu dedicata ai Ss. Pietro e Paolo
ed ha origini del primo insediamento risalenti al
IX secolo ma nominata chiesa per la prima volta nel
1300.
A tre chilometri dal centro del paese si trova la
Tomba del Vescovo, palazzo del XIV secolo adibito
a residenza estiva dei vescovi
Con deliberazione della Giunta Regionale dell'Emilia-Romagna
n. 1947/2007 del 10.12.2007, il Comune di Anzola dell'Emilia
è stato inserito nell'elenco regionale dei
Comuni ad economia prevalentemente turistica e città
d'arte per tutto l'anno e per tutto il territorio.
ORIGINI E CENNI STORICI
Grazie alla felice ubicazione geografica fu abitato
fin dall'epoca neolitica ed in séguito da comunità
terramaricole delle quali recentemente sono stati
ritrovati numerosi reperti archeologici. Altri scavi
portarono alla luce presenze villanioviane ed etrusche
successive. La presenza romana oltre che dai reperti
è testimoniata da alcuni scrittori che ne parlano
come Polibio e Pomponio Mela, però i primi
atti pubblici sono datati 888 e riferiti al monastero
benedettino di San Martino adiacente all'attuale chiesa
parrocchiale allora chiamata Casale Marzano. Nel primi
secoli del II millennio il comune di Bologna in contrasto
con la Chiesa annetté il comune di Anzola quando
nel 1157 Rinaldino da Unciola (antico nome di Anzola
che deriva da oncia) alleato con Cattaneo di Monteveglio
tradì i vescovi e glielo offrì. Egli
fu però scoperto e successivamente giustiziato.
Federico II nel 1220 rimise a posto le cose ma nel
1231 Bologna si impadronì del castello scatenando
l'ira di papa Gregorio IX. Anzola partecipò
anche alla lotta della Lega Lombarda, insieme a Bologna,
con a comando il conte Michele degli Orsi fino alla
vittoria della battaglia di Fossalta vicino a Modena
nel 1249. Il principe Enzo, re di Sardegna e figlio
di Federico II, fu fatto prigioniero da tre bolognesi
tra cui Michele degli Orsi e trascorse diversi giorni
nel castello di Anzola prima di essere trasferito
a Bologna. Tra il 1274 e il 1278 scoppiò una
rivolta causata dal rifiuto degli anzolesi di pagare
le tasse, risolta nel 1289 con una convenzione tra
vescovo e anzolesi. Nel XIV secolo Anzola fu centro
di scontri tra Guelfi e Ghibellini e delle guerre
contro i Visconti successivamente. Nel 1600, reduce
da tutte queste belligeranze, il castello di Anzola
venne abbattuto e la chiesa parrocchiale fu ricostruita
alcuni anni dopo. Nel 1643 Anzola subì anche
il flagello della peste portata da Odoardo I Farnese
duca di Parma in lotta col papa Urbano VII. Con l'arrivo
di Napoleone agli inizi del XIX secolo venne istituito
il comune di Anzola e la prima seduta si tenne il
23 aprile 1804. Furono inoltre istituiti l'anagrafe,
la scuola pubblica, la Guardia nazionale e il servizio
militare obbligatorio, quest'ultimo non molto gradito.
Da quel momento in poi Anzola visse le vicissitudini
politiche dell'adiacente comune di Bologna e i fatti
legati strettamente al comune di Anzola e agli anzolesi
diventarono sempre più sporadici: tra loro
la sommossa contro la tassa sul macinato del 1869,
la protesta contro gli sfratti del 1906 e lo sviluppo
delle prime esperienze cooperative. Prima della seconda
guerra mondiale vennero costruite le scuole elementari
e fu definita la piazza principale. Anzola è
tra le Città decorate al Valor Militare per
la Guerra di Liberazione perché è stato
insignito della Croce di Guerra al Valor Militare
per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua
attività nella lotta partigiana durante la
seconda guerra mondiale.